Frasi da NON dire in caso di lutto
- 6 giorni fa
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Come offrire vicinanza e rispetto nei momenti più difficili?
Quando una persona affronta un lutto, ogni parola rappresenta un macigno, per cui le parole vanno dosate con il giusto rispetto e tatto, valutando il contesto e chi si ha di fronte.
Nel tentativo di consolare, spesso si ricorre a frasi banali che pur dette con buone intenzioni, possono risultare dolorose ma soprattutto estremamente inappropriate.
Sapere cosa non dire a chi è in lutto è un gesto di grande sensibilità e rispetto, soprattutto nei momenti immediatamente successivi alla perdita di una persona cara.
Alcune frasi possono ferire
Il dolore per una perdita non segue schemi razionali.
Chi soffre non ha bisogno di spiegazioni o di incoraggiamenti forzati, di soluzioni o apprendere nuove lezioni ascoltando le esperienze degli altri.
Chi soffre un lutto vuole solo essere compreso ed accolto anche in silenzio.
Molte frasi dette nascono dal disagio, dal quel protagonismo malsano tipico degli ultimi anni, in cui si deve per forza dire o asserire qualcosa, dalla voglia di essere comunque al centro dell'attenzione in un evento che seppur tragico, richiama su di se la platea.
Bisognerebbe evitare di offrire una soluzione che non esiste perché la morte, senza giri di parole, non può essere aggiustata.
Le principali frasi da non dire durante un lutto
Ecco una veloce carrellata di frasi che è meglio evitare.
“Devi essere forte”
Nel lutto non esiste un modo corretto di reagire.
Questa frase può far sentire chi soffre obbligato a reprimere il proprio dolore, quando invece avrebbe bisogno ma soprattutto il diritto di poterlo esprimere liberamente.
“Il tempo guarirà tutto”
Sia chiaro che il tempo non cancella una perdita ma può trasformare il dolore.
Dire questa frase rischia di far sentire sbagliata una sofferenza che dura nel tempo.
“Ora è in un posto migliore”
È una frase che tenta di dare una spiegazione, ma non sempre viene percepita come consolatoria. A volte fa solo arrabbiare chi la riceve.
Nel lutto, ciò che manca è la persona, non una spiegazione.
“Almeno non soffre più” o "Ha finito di soffrire"
A meno che non sia la persona stessa a pronunciarla, evitare assolutamente di dirla.
Chi resta non valuta la sofferenza di chi è venuto a mancare, ma vive la propria.
Può apparire come una minimizzazione del vuoto lasciato.
“So come ti senti”
Ogni lutto è unico.
Anche esperienze simili non sono mai uguali. Dire questa frase può far sentire il dolore dell’altro non riconosciuto nella sua specificità. La persona che soffre per un'assenza non vuole esserne la protagonista, ma non vuole nemmeno ascoltare esperienze simili che distolgono l'attenzione dal proprio dolore che il quel momento è totalizzante e va vissuto.
“Devi andare avanti”
Il lutto non si supera, si attraversa.
E non ha un tempo. Andare avanti non significa dimenticare, andare avanti significa trasformare una forte emozione in qualcosa di diverso che rimarrà sempre lì, al suo posto e quando che si avrà la necessità di riviverla verrà accolta, ma con una consapevolezza di volta in volta diversa.
“La vita continua”
È una verità oggettiva, ma dirla a chi ha appena subito una perdita può risultare fredda e distante.
Per chi è in lutto, il tempo sembra essersi fermato e non vede chiaramente il domani.
“Pensa a chi sta peggio”
Il dolore non è una competizione e questa affermazione risulta essere un monito alla sofferenza.
Confrontare il dolore con quello degli altri non lo riduce, ma aumenta il senso di solitudine e di sconforto.
Cosa fare
In molti casi, il silenzio è la forma di rispetto più grande.
Una presenza discreta, un ascolto autentico o un gesto concreto valgono più di qualsiasi frase. Un semplice abbraccio è quanto di più confortante si possa donare in un momento difficile.
Nel lutto, ciò che conta davvero non è ciò che si dice, ma come si resta accanto.
Accompagnare con umanità nei momenti di perdita
Organizzazione Cattolica Onoranze Funebri a Roma affianca le famiglie non solo nella gestione del servizio funebre, ma anche nel rispetto profondo del dolore che ogni perdita porta con sé.
Comprendere il linguaggio del lutto significa riconoscere che ogni silenzio, ogni parola non detta, può essere una forma di cura.




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